La Parrocchia di San Desiderio e Le Cappelle Nelle Cascine

Il nome di Assago viene fatto derivare dal latino ecclesiastico `Assagum”, mentre si fanno risalire le origini della località ad un colonizzatore romano di nome Assius (o Axo). Queste ipotesi non trovano riscontro storico però sono molto suggestive e quindi adottate dagli assaghesi.

I recenti scavi nella chiesa di S. Desiderio, ed alcuni oggetti ritrovati, confermerebbero l’idea che l’attuale piazza Risorgimento, cioè il centro storico o “borgo antico”, sarebbe il luogo dove sorse ai tempi di Ottaviano Augusto una dimora patrizia ed in epoca medioevale fu edificata la chiesa del paese.

Ricordiamo infine che alcuni ricercatori ritengono che il territorio sia stato abitato in epoca protostorica da popolazioni di origine ligure e celtica e che non si potrebbe nemmeno escludere una presenza etrusca.

Per curiosità storica riportiamo che il primo documento scritto in cui viene citata Assago, compare il 14 aprile 1153. In quel periodo il console di Milano Azo da Cicerano proferisce sentenza in una lite riguardante i militi milanesi che esercitano signoria su Ardenno ed il convento di S. Abbondio di Como, per il “districtus” cui doveva ritenersi soggetto un certo Rolando Murada di Talamona.

Tra i testimoni al processo viene registrato anche Azo de Axago. Si tratta di una semplice testimonianza, ma per la storia di Assago rappresenta un fatto di rilievo. Non sappiamo se ad Assago, come avvenne in altri centri del contado

milanese, sia mai stato istituito un “comune rurale” retto da un console con funzioni simili a quelle dell’odierno sindaco, probabilmente le ridotte dimensioni del borgo e la vicinanza con Milano fecero si che il territorio assaghese rientrasse direttamente nell’orbita politica ed amministrativa del capoluogo.

Altro curioso episodio che riguarda invece la gestione delle acque viene citato nell’opera di G. Giulini. L’11 ottobre del 1302 fu inoltrata, non si sa da chi, una protesta contro l’Auditor generale dell’arcivescovo di Milano, Francesco Fontana, il quale proibiva che si togliesse una chiusa fatta installare dal preposto di S. Lorenzo sul fiume Refregio nel territorio di Assago e di Bazzanella.

Il Refredda (o Rivus Frigidus/Refregio) è un fiumiciattolo che dopo la costruzione del Naviglio Grande, fu fatto uscire dallo stesso Naviglio all’altezza di via Ludovico il Moro ed ora arriva ad Assago nelle vicinanze del villaggio “Cento ville’; attraversa il complesso `La Grande’; poi il “Villaggio Edera” e da qui prosegue verso la Bazzanella fino a Rozzano.

Gli abitanti di Assago ricordano che ancora qualche anno fa si poteva vedere il Mulino Vecchio ed il Mulino dalla Bazzanella che utilizzavano le acque del Refredda.

Per concludere queste brevi note di storia, ricordiamo che anche Francesco Sforza è legato ad una vicenda assaghese. Nel 1456 il Duca di Milano mandava al Vicario ed ai Dodici consiglieri di

Provvisione della città una lettera nella quale li invitava ad assolvere Pietro de’ Pusterla, Cristoforo de’ Massiis, Biagio de’ Nava ed il fratello Antonio, tutti residenti in Assago e precedentemente condannati per una lite. Il Duca si dichiarava disposto alla clemenza in quanto i litiganti si erano nel frattempo riconcilati.

 Assago è rimasto dalla sua `fondazione” fino agli anni settanta un piccolo borgo agricolo. La consistenza della popolazione residente è variata nei secoli in modo periodico non per movimenti migratori ma purtroppo per il susseguirsi di epidemie e pestilenze, in particolare quella del 1654, e per le frequenti carestie che nel corso dei secoli caratterizzarono l’attività agricola.

All’inizio del 1500, Assago contava 1157 abitanti così suddivisi:

Assago

260

Bazzanella

287

Cavallazza

90

Pontirolo

68

Bazzana_Superiore

92

Bazzana_Inferiore

150

Case Nuove

120

Valleambrosia

90

Il parroco Bernardino Mantegazza annotò a partire dal 1564 i nomi delle coppie che aveva unito in matrimonio secondo la giusta forma indicata dal Concilio di Trento.

All’epoca del cardinale Federico Borromeo (1604), la popolazione totale della parrocchia era di 600 anime. Presso la Bazzana abitavano 28 famiglie per un totale di 150 persone, mentre alla Bazzanella le famiglie sono 24. Le persone iscritte alla Confraternita del S. S. Sacramento erano 150 così come quelle iscritte alla Confraternita del S. Rosario.

In quegli anni per i funerali non c’era tariffa fissa, ma gli eredi dei defunti solevano dare al parroco dai 32 ai 40 soldi. Interessanti sono anche i Registri dei battesimi, dei matrimoni e quello dei morti, conservati nell’Archivio Parrocchiale a partire dal 1606.

Attraverso questi documenti sappiamo ad esempio che nel 1606 il parroco Giovanni Battista Frigerio aveva battezzato 20 bambini tra cui due gemelli, nel 1607 ne aveva battezzati 30 e nel 1609 addirittura 44. Talvolta i bambini venivano battezzati in casa appena nati se la loro vita era in pericolo, altre volte le cerimonie venivano omesse per pericolo della peste.

Nel 1689 il cardinale Federico Visconti annotò che per Assago il numero di persone era di 644, nel 1742, con esclusione della Bazzana e della Bazzanella, erano calate a 468.

Assago nell’ottocento, comprendendo anche le cascine, non ha conosciuto grosse variazioni demografiche.

1858 abitanti

762

1861 abitanti

839

1865 abitanti

824

1901 abitanti

1054

1905 abitanti

1084

1915 abitanti

1101

1918 abitanti

1058

1936 abitanti

1169

1940 abitanti

1198

1961 abitanti

1088

1971 abitanti

1134

1981 abitanti

2402

1991 abitanti

6332

2001 abitanti

7308

2003 abitanti

7605

(Residenti nel Comune di Assago nel mese di marzo 2003. Gli abitanti “censiti” dalla Parrocchia sono invece circa 9000).

La tabella conferma che, eliminatigli effetti delle malattie e delle carestie, la popolazione è rimasta infatti molto stabile e soltanto durante l’ultimo quarto di secolo, con i nuovi insediamenti ha conosciuto un notevole incremento.