{"id":4658,"date":"2019-10-29T13:38:50","date_gmt":"2019-10-29T13:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/?page_id=607"},"modified":"2019-10-29T13:38:50","modified_gmt":"2019-10-29T13:38:50","slug":"storia-restauro-scavo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/storia-restauro-scavo\/","title":{"rendered":"storia restauro scavo"},"content":{"rendered":"\n<nav class=\"navigation post-navigation\" role=\"navigation\"><h2 class=\"screen-reader-text\">Navigazione articoli<\/h2><div class=\"nav-links\"><div class=\"nav-previous\">\t<a href=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wpar\/storia-restauro-caporali\" rel=\"prev\">Indietro<\/a><\/div><div class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wpar\/storia-restauro-ultimi\" rel=\"next\">Avanti<\/a><\/div><\/div>\t<\/nav>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Lo Scavo Archeologico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riportiamo quasi integralmente\nuna re\u00adlazione sugli scavi archeologici, fatta dalla Dott.ssa Anna Ceresa Mori,\nfunzionario della Soprintendenza ai Beni Archeologici della\nLombardia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scavo archeologico effettuato nella na\u00advata della chiesa di S. Desiderio, in occa\u00adsione dei lavori di restauro, ha permesso di indagare una stratigrafia archeologica di eccezionale interesse. La successione delle vicende edilizie mostra infatti che l&#8217;area fu occupata continuativamente dall&#8217;epoca romana ai giorni nostri, che in epoca romana (I secolo d. C.) ebbe una funzione residenziale, in quella altome\u00addievale assunse carattere funerario, per poi diventare sede dell&#8217;edificio di culto. Il pi\u00f9 antico edificio documentato sul sito <em>\u00e8 una villa romana del I secolo d. <\/em>C., che doveva estendersi al di fuori dei limiti dello scavo, e che <em>\u00e8 <\/em>stata in gran parte distrutta per la costruzione della chiesa di San Desiderio. L&#8217;unico elemento superstite del complesso residenziale <em>\u00e8<br>      <\/em>un muro costruito contro terra, articolato in tre segmenti tra loro perpendicolari, che attraversa in senso nord sud la na\u00advata della chiesa attuale. Il muro, lungo circa m. 12, <em>\u00e8 <\/em>largo mediamente cm. 55 ed <em>\u00e8 <\/em>costituito da filari di ciottoli e frammenti di laterizi alternati a filari di mattoni legati da malta biancastra tenace. Esso presenta verso l&#8217;interno rientranze in cui probabilmente dovevano trovarsi blocchi di pietra, forse plinti di un portico a co\u00adlonne che doveva innalzarsi al di sopra del muro. I materiali recuperati: ceramica comune, un frammento di ceramica sigillata (un tipo di ceramica prodotto ad Arezzo e caratterizzato dalla vernice corallina), ed una fibula in bronzo, per\u00admettono di collocare la costruzione dell&#8217;edificio nell&#8217;ambito del I secolo d. C. Il rinvenimento di frammenti di intonaco dipinto, di un frammento di tubulo, cio\u00e8 di un mattone forato che veniva usato negli impianti di riscaldamento, e un&#8217;ansa di coppa in ceramica invetriata decorata con testa femminile, fanno pensare ad una residenza a carattere signorile. Essa viene poi completamente abbandonata e spogliata dei materiali da costruzione, da riutilizzarsi per nuovi edifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla stessa area viene realizzato, pro\u00adbabilmente <em>in epoca tardoromana (sec.III-IV), un nuovo complesso. I <\/em>muri di questa seconda costruzione sono co\u00adstituiti da ciottoli e frammenti di laterizi legati da argilla verdastra. La tecnica edi\u00adlizia \u00e8 molto accurata, con frammenti di mattoni disposti a spina pesce su una massicciata di ciottoli. Non vi sono ele\u00admenti utili per determinarne la funzione, per cui si pu\u00f2 ipotizzare una destinazione genericamente residenziale e una data\u00adzione nel periodo tardoromano. Lo scavo archeologico nell&#8217;area del pre\u00adsbiterio della chiesa parrocchiale, da cui provengono due monete tardo romane, ha contribuito a datare con maggiore sicurezza le murature di cui stiamo scrivendo, le quali risultano proseguire in questa zona sviluppando <em>un&#8217;ampia abside, <\/em>visibile solo nella sua met\u00e0 set\u00adtentrionale poich\u00e9 a quella ubicata a Sud si \u00e8 sovrapposta una struttura tombale Cinquecentesca, realizzata con laterizi di recupero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale\nedificio absidato oblitera totalmente la fase insediativa precedente e\nnel pe\u00adriodo\nedilizio successivo conterr\u00e0, come una scatola cinese, una\nchiesa medievale. <em>In epoca altomedievale si <\/em>registra\nun\ncambiamento radicale nell&#8217;utilizzo del\u00adl&#8217;area, che diviene <em>cimiteriale. <\/em>Poich\u00e9 le tombe rinvenute\nrispettavano le murature\ndell&#8217;edificio tardoromano o le utilizzavano come appoggio o come muri\ndivisori,\nsi pu\u00f2 supporre che tale com\u00adplesso fosse ancora\nparzialmente con\u00adservato,\nforse allo stato di rovina. Si sono rinvenute sei sepolture,\nparzialmente\ndistrutte dalle successive attivit\u00e0 per la costruzione della\nchiesa di S.\nDesiderio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo\nuna di esse conserva il rivestimen\u00adto in mattoni romani di\nreimpiego legati da\nargilla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La fase successiva\n(sec.XI-XII) documenta la costruzione della chiesa di S. Desiderio. <\/em>Di questo pi\u00f9 antico\nedificio, sono con\u00adservati la facciata, situata a m. 3,20\npi\u00f9 all&#8217;interno di\nquella attuale, il muro peri\u00admetrale nord, a circa m. 2,60\npi\u00f9 a sud di quello\nodierno, e visibile fin sotto i gradini del presbiterio, e il\nperimetrale sud,\na cui si \u00e8 sovrapposto quello della chiesa attuale. I muri\npresentano fonda\u00adzioni\nin ciottoli e materiali provenienti dalla distruzione degli edifici\nromani,\nembrici e mattoni, posati disordinata\u00admente e legati da malta\nsabbiosa grigia\u00adstra.\nLe fondazioni sono larghe talvolta pi\u00f9 di un metro; i pochi\ntratti di alzato\nconservati presentano in prevalenza mat\u00adtoni frammentati di\nriutilizzo disposti\nobliquamente ed orizzontalmente. Nell&#8217;angolo nord ovest \u00e8 anche\nconser\u00advata\nparte della fondazione della prima torre campanaria. Si sono rinvenute <em>nu\u00admerose sepolture <\/em>di fronte alla\nfacciata all&#8217;esterno del lato nord, orientate in sen\u00adso est-ovest\ncon il cranio\nad ovest e le braccia ripiegate. All&#8217;interno si \u00e8 rinve\u00adnuta\nuna sepoltura in\ncassa lignea, rea\u00adlizzata tra il piede del campanile e il muro\nperimetrale\nnord. Il fatto che due tratti di pavimento in laterizi posti di piatto,\ndi\nfronte alla facciata, fossero ad una quota pi\u00f9 bassa di circa\ncm. 15 rispetto\nal pavi\u00admento interno fa pensare che si acce\u00addesse alla chiesa\nmediante un\ngradino. Una delle tombe esterne pi\u00f9 antiche, ad\u00addossata al\nmuro perimetrale\nnord, era realizzata con fondo e pareti in laterizi. In una fase\npi\u00f9 tarda, in\nconcomitanza con la ricostruzione del campanile, sono documentate\nnumerose\nsepolture all&#8217;e\u00adsterno della chiesa, prevalentemente in cassa\nlignea; alcune\nerano deposte in nuda terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In epoca rinascimentale la chiesa viene completamente ristrutturata, <\/em>ampliandola verso nord fino a raggiungere la lar\u00adghezza attuale. Il piano di calpestio inter\u00adno viene rialzato. Contemporaneamente all&#8217;ampliamento verso nord, la navata viene anche estesa verso ovest mediante un corpo rettangolare avanzato rispetto alla facciata, forse una cappella esterna. Il rilievo planimetrico della chiesa, risa\u00adlente al 1575, rivela che a quest&#8217;epoca la navata aveva raggiunto le dimensioni attuali. La cappella anteriore alla facciata venne inglobata prolungando il muro pe\u00adrimetrale nord e costruendo una nuova facciata che si addossava al lato ovest del\u00adla cappella. Il campanile fu ricostruito nell&#8217;angolo nord ovest e gli altri angoli della chiesa vennero occupati da grandi strutture tombali coperte a volta in lateri\u00adzi, a cui si accedeva mediante una botola al centro della volta. <em>Nei secoli XVII-XVIII, vennero costruite le cappelle laterali. <\/em>Nello stesso periodo vennero realizzate altre imponenti strut\u00adture tombali coperte a volta come quelle della fase precedente, che da sole occu\u00adpano circa un quarto della superficie della navata. La costruzione di tali tombe ha distrutto gran parte del deposito ar\u00adcheologico pi\u00f9 antico.<br> <br> \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Navigazione articoli Indietro Avanti Lo Scavo Archeologico Riportiamo quasi integralmente una re\u00adlazione sugli scavi archeologici, fatta dalla Dott.ssa Anna Ceresa Mori, funzionario della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia. Lo scavo archeologico effettuato nella na\u00advata della chiesa di S. 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