{"id":1592,"date":"2023-08-20T22:19:55","date_gmt":"2023-08-20T22:19:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/?page_id=1592"},"modified":"2023-08-20T22:19:55","modified_gmt":"2023-08-20T22:19:55","slug":"s-maria-la-nuova-chiesa-santa-maria-in-assago","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/storia-ed-eventi-della-nostra-parrocchia\/s-maria-inizio\/s-maria-la-nuova-chiesa-santa-maria-in-assago\/","title":{"rendered":"S.Maria-LA NUOVA CHIESA SANTA MARIA IN ASSAGO"},"content":{"rendered":"\n<nav class=\"navigation post-navigation\" role=\"navigation\"><h2 class=\"screen-reader-text\">Navigazione articoli<\/h2><div class=\"nav-links\"><div class=\"nav-previous\">\t<a href=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wpar\/s-maria-il-giorno-della-posa-della-prima-pietra\/\" rel=\"prev\">Indietro<\/a><\/div><div class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wpar\/s-maria-il-progetto-e-la-costruzione\/\" rel=\"next\">Avanti<\/a><\/div><\/div>\t<\/nav>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-orange-color has-text-color has-large-font-size\">La nuova Chiesa Santa Maria in Assago<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-blue-color has-text-color wp-block-paragraph\">Di: Maria Antonietta Crippa e Gabriele Schiatti<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-blue-color has-text-color\">A proposito della bellezza della Chiesa Cristiana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia europea ci ha consegnato un territorio fittamente costellato da edifici destinati ad accogliere i fedeli per le celebrazioni liturgiche, costruzioni nelle quali le ragioni della plantatio ecclesiae, cio\u00e8 dello stabile insediarsi della vita cristiana in un luogo, e quelle di una ben definita volont\u00e0 d\u2019arte hanno collaborato, per lunghi secoli. L\u2019architettura e l\u2019arte destinate a tale scopo hanno avuto, fino al XIX secolo, una dimensione pubblica facilmente compresa e condivisa. Potevano infatti riferirsi a immagini e a tipologie architettoniche riconoscibili nell\u2019alveo di tradizioni fortemente dinamiche, ma solidamente ancorate, nello stesso tempo, alla conservazione di moduli espressivi e tipi spaziali, di cui di volta in volta si proponeva la reinterpretazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista era chiamato a rinnovare i connotati concreti, di tempo e spazio, di una esperienza che era gi\u00e0 nota, che doveva essere rivissuta con quell\u2019accento di attualit\u00e0, indispensabile all\u2019evento centrale dell\u2019esperienza cristiana -l\u2019incarnazione che richiede, ogni volta, luogo e tempo particolari. L\u2019architettura e le arti contemporanee hanno attraversato nel secolo XX una straordinaria avventura che ha turbato il ritmico riproporsi di una tradizione spazio-figurativa praticamente bimillenaria. La scossa, dovuta ad un fascio complesso di ragioni, ha comportato possibilit\u00e0 espressive precedentemente insospettate, consentite dalle nuove tecnologie e da una pi\u00f9 vasta percezione del creato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, bench\u00e9 ancora totalmente inscritti nell\u2019orizzonte di quel progresso che nella seconda met\u00e0 del XIX secolo appariva fattore di assoluta positivit\u00e0, siamo consapevoli della sua non linearit\u00e0, delle sue contraddizioni. Per questo volgiamo con rinnovato interesse lo sguardo al passato, alle tradizioni, al patrimonio di cultura che sembrava superato per sempre e ci mettiamo alla ricerca di una strada che tenga conto sia del meglio, che nel nostro secolo si \u00e8 raggiunto, sia dei valori che il patrimonio storico veicola fino a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In architettura e in arte ci\u00f2 ha determinato oscillazioni fra forme antiche e nuove, tentativi di recuperi formali o di contaminazioni spesso poco accorti. Ha per\u00f2 anche causato un prudente dialogo tra forme tradizionali e nuove possibilit\u00e0 tecnologiche, attente calibrature tra preesistenze e nuovi interventi, tra componenti informali e astratte e componenti figurative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A confronto con gli splendori del passato, l\u2019invenzione di nuove forme ha potuto essere ancora, nelle migliori architetture, il rinnovarsi di una ri conoscibilit\u00e0, di una comunicazione di senso. E\u2019 riaffiorata la capacit\u00e0 di gettare un ponte tra presente e passato, tra preesistenze e nuova architettura, sia in realizzazioni altisonanti che in opere modeste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dialogo tra antico e nuovo \u00e8 penetrato con forza anche nel disegno degli spazi ecclesiali e, in particolare, in quelli da tempo configurati, soprattutto sulla spinta di un rinnovamento, dall\u2019interno dell\u2019istituzione e della vita sacramentale della Chiesa, che ha preso nome di Riforma liturgica. Una chiesa, tuttavia, non \u00e8 soltanto un ponte tra il nuovo e l\u2019antico, il segno di quella singolare continuit\u00e0, capace di rinnovare le origini e di essere sempre in qualche modo inedita, che caratterizza la tradizione cristiana. Una chiesa \u00e8 anche un luogo di unit\u00e0 di eccezionale importanza per la comunit\u00e0 dei cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un teologo benedettino contemporaneo, Fr\u00e9d\u00e9ric Debuyst, \u00e8 riuscito a dare originale definizione, in alcuni suoi scritti (si veda in particolare: F. Debuyst, Il genius loci cristiano introd. MA. Crippa, Sinai, Milano 2000<em>), <\/em>al rapporto delle chiese con il luogo in cui si ergono, caso particolare del rapporto, singolare e irripetibile, tra una architettura e il suo contesto ambientale, che oggi viene sinteticamente indicato come genius loci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli interpreta tale genius loci come \u2018sentimento di identit\u00e0\u2019 degli abitanti rispetto ad esso ritiene che il <em>\u2018genius<\/em> <em>loci <\/em>cristiano\u2019, che pu\u00f2 emergere negli edif\u00ecci ecclesiali o in luoghi di sentite devozioni, sia il \u2018mistero del luogo\u2019, vale a dire l\u2019esprimersi di una condivisa identit\u00e0 cristiana da parte di una comunit\u00e0 locale. La formula pu\u00f2 essere parafrasata anche con l\u2019espressione: \u2018sentimento di comune appartenenza a Cristo\u2019, oppure \u2018sentimento di comunione degli uomini in Cristo\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto <em>\u2018genius loci cristiano\u2019 <\/em>e \u2018mistero del luogo\u2019 possono essere oggi praticamente assunti come sinonimi per dire una importante verit\u00e0 dell\u2019esperienza e della creativit\u00e0 cristiane la realt\u00e0 della presenza di Ges\u00f9 Cristo in mezzo ai suoi, attuale sia nella celebrazione liturgica, sia nella persona dell\u2019uomo redento cio\u00e8 battezzato, sia nella intera comunit\u00e0 dei credenti. Tale mistero di presenza \u00e8 anche genio del luogo, perch\u00e9 \u00e8 all\u2019origine di uno spazio e di un tempo con proprio significato e specifica immagine. Esso \u00e8 cio\u00e8 generatore di ambienti nei quali pu\u00f2 maturare un sentimento di identit\u00e0 cristiana. Nel genius loci cristiano si fissa, dunque, una trasparente corrispondenza tra il fondamentale evento cristiano, che si sintetizza nel termine Incarnazione, e la qualit\u00e0 costruttiva e formale di una architettura, che ne sia \u2018il luogo\u2019 per eccellenza, in quanto ne ospita l\u2019espressione liturgica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si considera la storia dell\u2019architettura nei duemila anni di tradizione cristiana che ci hanno preceduto, non si pu\u00f2 fare a meno di riconoscere che tale genius loci \u00e8 rintracciabile sia in costruzioni a destinazione religiosa come le chiese, sia spazi civili come la piazza, perfino in intere citt\u00e0, immaginate in epoca medievale come figura della Gerusalemme celeste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il territorio di tale dignit\u00e0 cristiana dell\u2019architettura si \u00e8 per\u00f2 gradualmente ridotto nella cultura occidentale degli ultimi due secoli; tale dignit\u00e0 \u00e8 anzi oggi a tema solo per un numero ristretto di costruzioni, esclusivamente per i monasteri e le chiese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale consapevolezza consente di cogliere l\u2019importanza non solo artistica del patrimonio religioso di chiese, decorazioni ed elementi liturgici, un patrimonio nel quale entrano a pieno titolo anche le chiese del XX secolo, come quella di Santa Maria in Assago. Si tratta infatti di un patrimonio che testimonia, con la forza di un luogo fisico carico di influssi sull\u2019immaginario collettivo, una tradizione cristiana bimillenaria solidamente ancorata nelle tradizioni culturali dei popoli ed espressa nelle pi\u00f9 alte forme d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019architettura, in qualche modo funzionante come gli oggetti, come un capo d\u2019abbigliamento, \u00e8 per\u00f2 qualcosa di pi\u00f9 e di diverso da quelli. Opera dell\u2019uomo, vertice della natura in quanto voluto da Dio come suo livello consapevole di s\u00e9 e del proprio destino, essa \u00e8, potremmo dire, totalmente aderente alla sua condizione esistenziale. Essa anzi, con lui e come lui, \u00e8 vertice della natura: questa \u00e8 la consapevolezza che il costruttore deve avere e il fine che deve perseguire. \u201cLo spazio architettonico deve essere ritenuto un surplus di spazio, che si aggiunge a quello naturale per togliere l\u2019incompatibilit\u00e0 che esiste tra quest\u2019ultimo e lo spazio della nostra esperienza. Analogamente, il conflitto tra il terreno troppo duro e il piede fragile viene risolto con l\u2019aiuto dei sandali che si legano ai piedi. Questi, come tutto l\u2019abbigliamento, servono da complemento al corpo; inversamente, per\u00f2, la dimora perfeziona lo spazio naturale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Cfr. H. van der Laan, L\u2019espace architectonique, Qiunze lecons sur la disposition de la demeure humaine,<\/em> <em>Leiden, NEW York, Kobenhavn, Koln,<\/em> <em>1989, pag.14 mia traduzione)\u2019, <\/em>l\u2019icastica formula di un altro monaco benedettino, l\u2019architetto Dom van der Laan, definisce l\u2019architettura come momento vertice della natura, sua pi\u00f9 perfetta espressione, perch\u00e9 risolutrice del conflitto primordiale e primario tra esperienze umane e contesto naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il pericolo dell\u2019architetto -sempre secondo Dom van der Laan\u00e8 di limitare la sua professione allo svolgimento di un\u2019arte costruttiva, che metta a disposizione degli uomini soltanto alloggi \u201cperdendo di vista il ruolo primordiale della dimora, quello di riconciliare l\u2019uomo con la natura, e di conseguenza di non accordare la necessaria attenzione ai principi fondamentali che, di fatto, regolano la forma della dimora\u201d, poich\u00e9 \u201cnella sua forma, la casa deve essere, innanzi tutto, la realizzazione di una dimora umana quale il nostro essere, per sua natura, ha il diritto di esigere <em>(ibiden).<\/em> Dunque, l\u2019uomo, fragile e indifeso nella vastit\u00e0 del mondo, diventa signore dello spazio naturale attraverso l\u2019architettura, purch\u00e9 questa non sia soltanto esito della sia abilit\u00e0 o del suo genio costruttivo, ma raggiunga il livello di forma della sua umanit\u00e0, sia figura del suo essere e del suo esserci nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019abitare, o la dimora, di cui parla van der Laan non \u00e8 solo l\u2019alloggio, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 vasto ed articolato, che nella casa ha il suo modulo pi\u00f9 elementare e, nell\u2019edif\u00eccio della chiesa, ha lo spazio paradigmatico della condizione umana. Se la prima \u00e8 infatti il rifugio in cui ognuno si ritrova con se stesso e con chi gli \u00e8 pi\u00f9 vicino e consanguineo, il secondo \u00e8 la casa nella quale Dio si fa compagno dell\u2019uomo, dove stringe gli uomini in una solidariet\u00e0 di popolo in cammino nel tempo della storia, nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"823\" height=\"709\" src=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/image-27.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1963\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/image-27.png 823w, https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/image-27-300x258.png 300w, https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/image-27-768x662.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u00a0 Aprile 1989 l\u2019area dove sorger\u00e0 la nuova chiesa<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni orizzonte culturale gli uomini hanno voluto realizzare dimore per le loro famiglie e dimore per i loro dei. Il cristianesimo, secondo i termini della sua rivoluzionaria concezione dei rapporti di Dio con gli uomini, ha presto messo a punto un contesto abitativo ove, accanto alle dimore delle famiglie e come loro punto di riferimento, come loro centro, sorgeva sempre una dimora, che consentiva il continuo rinnovarsi dell\u2019incontro di Dio con il suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le chiese cristiane, infatti, luoghi di una convocazione che attualizza ogni volta la reale presenza di Dio tra gli uomini, non sono facilmente paragonabili al templi di altre religioni, n\u00e9 sono del tutto analoghe alla sinagoghe, anch\u2019esse luoghi di incontro. Tuttavia, come tutti i luoghi \u2018sacri\u2019 esse sono, in senso pieno, dimore, ma di una condizione umana trasfigurata dalla salvezza portata da Ges\u00f9 Cristo. L\u2019architettura che le definisce, che riesce a ritagliare dalla natura un frammento di spazio per trasfigurarlo, porta inscritto nelle sue forme il carattere primario della condizione umana del cristiano: la sua unit\u00e0 con gli altri nel corpo di Cristo, nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo auspichiamo possa essere la chiesa che abbiamo progettato, consapevoli di servire una realt\u00e0 di vita e un mistero che ci sopravanza infinitamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Navigazione articoli Indietro Avanti La nuova Chiesa Santa Maria in Assago Di: Maria Antonietta Crippa e Gabriele Schiatti A proposito della bellezza della Chiesa Cristiana La storia europea ci ha consegnato un territorio fittamente costellato da edifici destinati ad accogliere i fedeli per le celebrazioni liturgiche, costruzioni nelle quali le ragioni della plantatio ecclesiae, cio\u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1650,"menu_order":29,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"right","_kad_post_sidebar_id":"sidebar-pagina-1","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"class_list":["post-1592","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1592"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1592\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaassago.it\/wpar\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}